PRESEPIO DI PASQUA 2009

APPARIZIONE DI GESU’ RISORTO AI DISCEPOLI DI EMMAUS

Da Betlemme a Emmaus

La scena rappresenta il momento in cui i due discepoli e il “forestiero”, cioè Gesù, dopo aver camminato e discusso tra loro degli avvenimenti di quei giorni e delle Sacre Scritture, arrivano in prossimità di Emmaus, la meta del viaggio.

I due uomini, in vista della sera, invitano il compagno di viaggio a fermarsi e a mangiare con loro.

Durante la cena, nell’atto di spezzare il pane, essi riconosceranno Gesù Risorto nelle vesti del forestiero, comprendendo le sue parole e credendo in Lui.

Per ben raffigurare la duplice situazione del “non riconoscimento” del Cristo Risorto e della “risurrezione”, si è deciso di rendere i personaggi INDIFFERENTI, e di rappresentare la RI-NASCITA di Gesù tra le case del presepio di Natale, trasformate e ri-date a nuova vita.

Si instaura così il legame diretto tra Betlemme, dove Gesù bambino nasce, ed Emmaus, dove, in questo caso, Gesù Cristo ri-nasce.

Le tre croci in lontananza richiamano la passione di Gesù Cristo, l’agnello vicino al Risorto ricorda il “buon pastore”, le colombe fanno pensare alla risurrezione.

Brano del Vangelo

“Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”. Domandò: “Che cosa?”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”. Ed egli disse loro: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Luca 24, 15-35

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